lunedì, 15 settembre 2008

A distanza

 

Cronologicamente lontana ritrovo un bicchiere frizzante,i tubi gialli,

il beaubourg, i tubi blu, un happy hour  metropolitano- a grignotter?

Il faut payer- e le mie scarpe usurate di province italiane

 

Guarda sembra una donna? ma è un trans...ma dove mi hai portato...

Aiutao! scappiamo...no Paurao

-Mary sono ubriaca! -Io no, non mi ubriaco piu...

I tubi gialli i tubi del beaubourg. E il mio studio nel crous.

 

Vieni pendiamo  una bottiglia -Ce l'hai la borsa? se no la porto io

Una bottiglia piccola che non ho visto piu. El calvados...

-Ah? il pastise? No guarda questo è il calvados

vabbè...chissenefrega...per me è pastisse...

 

-E prendi il tuo maglione che poi lo porto a casa mia sennò...

-D'accordo va bene ...vado.ci sentiamo dopo. Non ci sentiamo piu.

Almeno per un po.                          No.Non ci sentiamo piu.

Che? Non lo sapevi?

 

E non resti che tu di Parigi

come sei arrivato come partirai. Via

 

Rimane incartocciato -no,non è un goldone!-

"non faccia quella faccia, per cortesia,non ce l'ho,

non ce l'ho le dico,neanche un milligrammo"

il mio pegno per il tuo amore.

 

Il mio ultimo pegno d'amore,ancora un vezzo, un piccolo capriccio di femminilità

tagliato male - complice trenitalia che non manda mai buoni-

per te che non mi aspetti nè sotto le scale di Lambrate,

nè a Place Chatelet, nè a Ballarò. "Prometti che ti trovo? - Nzù."

 

Tu (ti addito con un indicino di sette centimetri per uno e mezzo)

da quando  non ti ho più trovato  sul materasso, stanco del lunedì

a venire e tronfio della domenica e di vino,mi hai lasciato incrociare

intrecciare e annodare fili di cotone su fili di ferrovie.Ma tu non lo sapevi.

 

E ho visto decine e decine di te. Chiusa la porta di SALLE 303,

ho sentito le vostre voci rituonare lente e seriose in cucina

sulla prima grigia luce del mattino. E i francesi, i turisti mangiavano baguettes.

(Ma il custode ha finito il turno. Non torna piu,però)

 

Non resti che tu di parigi

come sei arrivato come partirai

E questo senso meraviglioso di familiarità con le cose che ho accanto

vicine e lontane.E tu che mi hai schiarito la strada.

 

Fare di ogni centimetro quadrato-per quel poco tempo necessario-

la mia cucina il mio bagno il mio bidet.

Ogni pianura è un letto per dormire e l'acqua scorre fresca nelle strade

e non lasciarla sgocciolare

 

Rinangono biglietti di treni e di aerei e di bus. E la fondue.

E tu, crudo, blu, pieno di sole. Solo dentro il mio letto, solo sopra una nave

storto dietro una coppia che loro sì, loro fanno all'amore.

Noi siamo la bugia di questa notte.

 

La mia esistenziale bugia  e il mio peccato originario.

Un peccato di troppi. E non assolve nessuno.

Bugia troppo vera che non vuole l'inchiostro e cestina una fotografia.

Tu, vero. E io ci sto ancora provando e forse ci arriverò

 

Ma no resti che tu di Parigi.

come sei arrivato come partirai

Lieve, tenue. Il colore sfumato di un custode che non andrà via stanotte.

Violoncellista ristretto che suona le mie corde senza toccare.

 

 

 

 

 

postato da: randageena alle ore 17:20 | Permalink | commenti
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