domenica, 11 novembre 2007
Ho pensato che Parigi era bella. E la Senna più bella del Tevere.

Avrei voluto cercare  un parcheggio, ma qui non ci sono né parcometri né  strisce blu; ci sono i bouquiniste-que damage!-...e dunque ho rinunciato- "arrete! il y a des livres!" - e ho continuato a respirare contro il finestrino per veder correre le pietre tutte bianche de la Seine.
Cercavo Roma
e  Parigi  rispondeva ancora a bassa voce e da lontano.
Non ho trovato parcheggio. Più che altro, non guidavo io. Per quanto possa essere abile camionista d' autostrade centro-italiane, era un mezzo troppo pesante da condurre. E Parigi troppo leggera, per la prima sera.

Casa e il mito dei primi anni di Alc&Saff: OtaBaS! Ma Alc è andata via e Saff chissa dov’è. Persa probabilmente nell’inchiostro posticcio di video schermate impolverate e sporche di impronte tonde. A cercare di capire on va chercher l’amour. Tutto. O in via d’estinzione o definitivamente estinta. Avrà capito che tra i due mali, si era fatta scegliere  dal peggiore.(Saff -fatalità- non sceglie).

Cinque minuti prima di voler sparire: la finestra è aperta, la candela quasi rossa profuma di mela e di cannella, più giù- non più di 5 metri- c'è il terrazzino, le cicche delle feste di Tomà, una sedia e un pallone sgonfiato. Passo. E chiudo anche la finestra.

Lettere aperte, lettere discontinue, scarabocchi e profili liceali.
Nell' (dis)ordine:  ho pensato - fiorellino senza foglie – sociofobia – PGR- busto senza testa- senso d’inutilità - ciro- cirò - psiche-- tazzina di caffè - Louvre - ultimi 5 minuti- Koltès- ho pensato- Amore- profilo liceale- figura di merda-  I. N. C. L. F.- bobo- temple bar- psico - Parigi è bella.  Blanche!  

Ho pensato che il Ciro ha quasi diciotto anni, piccola mia! Non avendo trovato parcheggio per via dei bouquiniste e del mezzo troppo pesante e di Parigi troppo leggera, stanca perfino di arrendermi, combattiva, ho sfidato il mio divieto più esigente –INGOMBRANTE- e ho aperto a pag 36.
 

Ultimo pensiero: Ciro, ti voglio davvero tanto bene! Ma non copiarmi quegli inviti che hanno portato sfiga!

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categoria:roma, parigi
giovedì, 08 novembre 2007

Turbamenti.

Si  è svegliato questa notte e mi ha svegliato.

Ritornano?

Dentro il cuscino mi solletica la nuca e miei i capelli è il tuo fantasma che li muove. Ricalchi le vie di Paname, morta, - e mai nata in me- su una traccia biologicamente antica. Ora, nuovo rosso  attraversa veloce le mie planimetrie. Vivono le mie strade asimmetriche di emozioni-suggestioni?- sepolte sotto piramidi di caramelle gialle.

Clandestina. Tremano le mie dita, mi scoppiano le vene viola e blu di adrenalina. Tremano. Anche gli occhi vibrano di lacrimucce sciocche e sporco di mascara  ancora quel cuscino.

Ma si è svegliato, finalmente, e mi ha svegliato e mi ha interrotto il sonno e il sogno. Non importa. Non chiedo che sensazioni. D’impressionarmi. Come sui tram di Roma. Via Induno e Piazza Gioacchino Belli e le cantine  occupate dalle tavole di scena e le poltrone rosse. Non voglio asciugare con la mia lingua il tuo sudore intellettuale e non voglio bere dal tuo bicchiere vernici opacizzate dagli incensi. Giocasta nuda e grassa! -Bic! Scatto della penna. Bic! E occhio alla gatta -bic!- sul tetto che scotta. E come a Temple Bar (quando ti voglio avere e sei lontano).

Ma questa pelle fredda e ruvida che non riesce più a star ferma e il sangue in corsa, in corsa,  pulsazioni e tremiti e non è febbre …ça suffit. Basta a svegliarmi ancora. Non chiedo che di rimanere sveglia. Anche o solo nel sonno. Non chiedo che di impregnarmi  ancora di me (di te -chiunque tu sia- m’importa solo che suoni le mie corde; meglio che le suoni da lontano; non starmi vicino, il contatto mi disturba ancora.)

Non ho rubato che pane; rubare le parole è un’altra cosa. La colpa dei balconi dei paesi e la linguaccia furba dei bambini. E, surtout, la mia voglia di non dormire più.

Iperbolica? E che importa?Preferisco ogni sproposito all’assenza.

 

…agg’ durmut’ malament’!

postato da: randageena alle ore 20:38 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 08 novembre 2007

Banalmente: chi sei?

- e non dirmi che non lo sai, perché lo sai bene, eccome! Ed è ben chiaro-

Ma come faccio io a capire?

Io non capisco 

Tu non capisci

Lei non capisce

Lui capisce ancora meno

Perché io vedo i miei capelli vuoti e  demodè

Tu vedi - quoi?-

Je ne sais pas

Lei vede le faccette buffe e colorate e i libri e le poesie

Lui vede se stesso che vuol fare  diversamente

- ma che non chiede e non risponde-.

Io vedo tutto insieme e non capisco.

Solo questo.

Rien a dire et rien a penser.

      PS:ciò mi irrita. Aspettare che le corde siano toccate e poi  vibrare.
      Ritmi dissonanti.

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domenica, 04 novembre 2007

forse potrei svegliarmi
c'est toujours le meme reve
bonjour paris, bonjour rene

ora mi mancano i circomplessi acuti...gravissimo!
postato da: randageena alle ore 07:14 | Permalink | commenti
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domenica, 04 novembre 2007

Soltanto che talvolta mi piacerebbe poter dire con consapevolezza estrema di essere donna. Con consapevolezza tanto autentica da poter  convincere anche gli altri. -Gli altri?-

Mi piacerebbe, nonostante tutto, avere le unghiette -anche quelle dei piedi!- smaltate di vernicetta rossa  e pure con il french! Avere il trucco in tinta con l’intimo e avere l’intimo! E, non lo so, peut être , addirittura-e non sia  mai- fare lo shopping.! Lo shopping,dico lo shopping! Dico lo shopping  dentro i negozi. Quei negozi a tanti piani, con le scale mobili, gli specchi e le collane d’oro  e i lampadari kitsch, con il nome scritto grande grande e rosso o bianco o biancheblù  e lampeggiante, quando è sera.

Il mio massimo shopping , è, fino a domani, il mercatino delle pulci. E mi piace spulciare maglioncini di lana rovinati bucati e pulciosi tra chili di lana smerciata e pelosa di vita vissuta. Mi piace scivolare sulle bucce di banana,  mentre una donnina piccola e appuntita, spigolosa, mi vende marlboro  a 4.50 al pacco; mi piacciono i fanali rotti e svernciati di velo( e dico velo)… e non mi piace citare, in generale…(capisci cosa intendo???!!!!-capisci cosa intendo-mi fa cagare!).

Questo diario en ligne invece comincia a darmi noia-si dice in italiano,forse-.

Che mi sento costretta, invitata e che non è più un diario. Che forse non mi serve più o forse ho ancora meno da dire del solito…!

Resistere. Senza pretese.

ps: ecco dov'è il problema. Non ci riesco più. Non riesco più a descrivere ciò che succede dentro. So che c'è un moto inarrestabile, ma non lo vedo più, non so più osservarlo. E mi riesce impossibile ogni tentativo oggettivante. Mi trovo così a parlare di stronzate.Fuori. Fuori. Solo fuori.
Dentro ancora, il vuoto.Ancora vuoto. Quantomeno un vuoto verbale.

 E pretendo di sconfiggere colossi che non ho mai conosciuto e di oltrepassare limiti che per me non hanno fondamenta. E' l'assurdo. Demolire, per un eccesso fallace di conoscenza-incosistente-, ciò che non mai è stato.

Oggi ho comprato una bella cartolina. Ne vado fiera. Domani saprò di più. E mi sveglierò con una donna nuda magra e disperata sulla capa. Il mio capezzale parigino.
postato da: randageena alle ore 01:55 | Permalink | commenti (3)
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