martedì, 06 maggio 2008


Entrate, amici miei, accomodatevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.
Lo so, siete entrati per la finestra della mia cella
mentre dormivo.
Non avete rovesciato la brocca
nè la scatola rossa delle medicine.
I visi nella luce delle stelle
state mano in mano al mio capezzale.

Com'è strano
vi credevo morti
e siccome non credo nè in Dio nè all'aldilà
mi rammaricavo di non aver potuto
offrirvi ancora un pizzico di tabacco.

Com'è strano
vi credevo morti
e voi siete venuti per la finestra della mia cella
entrate, amici miei, sedetevi
siate i benvenuti
mi date molta gioia.

Hascìm, figlio di Osmàn,
perchè mi guardi a quel modo?
Hascìm figlio di Osmàn
è strano
non eri morto, fratello,
a Istanbul, nel porto
caricando il carbone su una nave straniera?
Eri caduto col secchio in fondo alla stiva
la gru ti ha tirato su
e prima di andare a riposare
definitivamente
il tuo sangue rosso aveva lavato
la tua testa nera.
Chi sa quanto avevi sofferto.

Non restate in piedi, sedetevi.
Vi credevo morti.
Siete entrati per la finestra della mia cella
i visi nella luce delle stelle
siate i benvenuti
mi date molta gioia.

Yakùp, del villaggio di Kayalar
salve, caro compagno,
non eri morto anche tu?
Non eri andato nel cimitero senz'alberi
lasciando ai tuoi bambini la malaria e la fame?
Faceva terribilmente caldo, quel giorno
e allora, non eri morto?

E tu, Ahmet Gemìl, lo scrittore?
Ho visto coi miei occhi
la tua bara scendere nella fossa.
Credo anche di ricordarmi
che la tua bara fosse un po' corta per la tua statura.

Lascia stare, Gemìl
vedo che ce l'hai sempre, la vecchia abitudine
ma è una bottiglia di medicina, non di rakì.
Ne bevevi tanto
per poter guadagnare cinquanta piastre al giorno
e dimenticare il mondo nella tua solitudine.

Vi credevo morti, amici miei
state al mio capezzale la mano in mano
sedete, amici miei, accomodatevi.
Benvenuti, mi date molta gioia.

La morte è giusta, dice un poeta persiano,
ha la stessa maestà colpendo il povero e lo scià.
Hascìm, perchè ti stupisci?
Non hai mai sentito parlare di uno scià
morto in una stiva con un secchio di carbone?
La morte è giusta, dice un poeta persiano.

Yakùp
mi piaci quando ridi, caro compagno
non ti ho mai visto ridere così
quando eri vivo ...
Ma lasciatemi finire
la morte è giusta dice un poeta persiano ...

Lascia quella bottiglia, Ahmer Gemìl,
non t'arrabbiare, so quel che vuol dire
affinchè la morte sia giusta
bisogna che la vita sia giusta.

Il poeta persiano ...
Amici miei, perchè mi lasciate solo?

Dove andate?

              (Della Morte, Hikmet)
postato da: randageena alle ore 21:50 | Permalink | commenti
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domenica, 16 marzo 2008
Personaggi& Interpreti

SDP-siciliana domiciliata a Parigi (me medesima)
S&S- signori e signore  (Passeggeri del Traghetto)
GS-Gentil Signore   (Dott. Giulio Batinto)
UVB-Uomo in verde e blu  (Cuccettista Sr)
UNB- Uomo in bianco-nero (Cuccettista Jr)
UTP-Uomo travestito da Policeman ( Poliziotto)

La scena

Luogo: treno 1924 carrozza 013
              un traghetto-non meglio identificato- delle FS
Tempo:Mercoledì, 5 Marzo 2008


SDP viaggia da Palermo a Roma con FS.
A Messina il treno ha già 45 minuti di riatardo.
Ma SDP è stanca, dorme e non lo sa.
Quando si sveglia di soprassalto SDP ha una inocntenibile voglia di andare alla toilette.
Si affaccia al finestrino e vede che la carrozza n 013 del   treno 1924  è dentro la pancia del traghetto.
Come buono senso vuole, SDP monta sui piani alti del traghetto alla ricerca di una Toilette.
Arriva alla sala passeggeri del traghetto e si accorge di un via vai precipitoso di Signori e di Signore dagli accenti inconsueti.
Tra le troppe indistinte parole...una frase sembra essere chiaramente distinguibile: "
MA  QUANDO SI PARTE PER MESSINA?"
SDP, che nella vita ha davvero pochissime certezze, ora però ha una idea chiara: lei deve andare a Roma(Messina starebbe ancora dall'altra parte dello stretto).
Inizia dunque a chiedere ai signori agitati  e blateranti
SDP - Scusate..ma dove andiamo andiamo?
Risposta univoca - SGUARDI SCONCERTATI
SDP - ...nel senso..dove è diretto il traghetto?
S&S - A Messina
SDP - Ma io dovrei andare dall altra parte dello stretto
S&S - Signorina ha sbagliato , presto si sbrighi, scenda
SDP - Ma io sono salita sul treno  1924 a Cefalù. Il treno poi si è infilato nella pancia del traghetto, ma io dormivo già  e non mi sono resa conto. Mi sveglio....e mi trovo trovo davanti questo pezzetto di terra...che, per quel che mi riguarda, messina non è ...sa..non vedo l'insegna lampeggiante della Birra Messina..
S&S - signorina ha bevuto e fumato troppo ieri sera si sbrigi
SDP - (tra sè e sè) Ieri sera io ho battuto la tesi fino alle 5 di notte, io...

SDP capisce che è meglio non insistere, o rischia di essere trascinata in qualche postaccio di recupero socio-sanitario...SDP non vorrebe avere grane; ha troppe altre cose da fare...

Scende gu nella pancia del traghetto e  recupera la sua cuccetta:POSTO 62 BASSO della carrozza n° 18 del treno 1924  (Unico problema: SPD ha ancora la vescica che scoppia!)

Incuriosita dal fatto bizzarro  accadutole su, nei piani alti del traghetto, tra i Signori e le Signore blateranti, poco esperta di treni e pance di traghetti e traghetti che magiano treni, SDP inizia a chiedere  agli altri passeggero del 1924 cosa stia succedendo.

Nessun mistero, nessuna follia: come quasi tutte le volte accade, la verità è piu di una  e la ragione non esiste. Semplicemente il traghetto , fermo alla stazine marittima di Villa S.Giovanni ,sta aspettando il parto del trenino 1924  - diretto effettivamente a Roma! -  per ripartre di nuovo verso Messina.

TUTTAPPOSTO

SDP  nota pero un malcontento  generale incalazante tra tutti i passeggeri del treno che si agitano, urlano chiedono, cercano ,non trovano, chiedono, non trovano, cercano, non trovano, disperano.

l treno che a Messina aveva già 45 minuti di ritardo ha maturato dentro la  pancia di mamma-traghetto altri 45 mnuti di ritardo...

Che accade...??? Perchè- si chiede SDP- per sto parto ci vogliono più di 45 minuti quando - apprende da un Gentil Signore che viaggia tutti i venerdì su quel trenino - normalmetne sono sufficienti 15 minuti per le operazioni di sbarco....?

SDP ha il brutto viziaccio: osa chiedere.
Dunque avanza verso lo scompartimento del cuccettista e non lo trova.
Apetta.
Non arriva.
Aspetta.
Altri passeggeri arrivano dalle carrozze per porre la medesima domana.
Aspettiamo.
Nessuno arriva.
Aspettiamo.
Poco pazienti, ma aspettiamo.
Chiacchieriamo...di Trenitalia, dei costi alti dei biglietti... e le tasse, il maltempo, mia nonna in ospedale, il  mio treno che perderò le coincidenze strette, il bambino che mi piagne-vai a vedere-, il maltempo, le tasse, la salute, la famiglia...

In questo gran blaterare di parole, suoni e malcontenti...SDP  inizia una convrsazione con il Gentil Signore di cui sopra

GS- le cose non vanno
SDP- Già.. e che bisogna fare
GS- chiedere, intanto chiedere per sapere
SDP- sa che io ho provato a chiedere su nei pianoi alti del traghetto da che parte stessimo andando...e quasi quasi mi si facevano pazza...
GS - Insista, signorina, lei che è giovane...chieda
SDP- sto aspettando insieme a voi il cuccettista...per domandare, per sapere
GS -  Nessuno le dirà mai niente
SDP - Lo so, storia vecchia...Non ci è dato sapere
GS -  Non ci pensi su troppo...pensi al caffè di Phelipe della Stazione Termini, la tirerà su...
SDP- Bhe..spero aver il tempo di prenderlo, quel caffè...
          Ma scusi, Gentil Signore, come funziona con i rimborsi per i ritardi di trenitalia...?
GS -  Funziona che io ho  fatto in 20 anni di viaggi  decine e decine di reclami...sa quante ore di tempo ho perso su questi treni...E sa quante poche volte mi  hanno ripagato quel tempo perduto in denaro - spendibile in bigietti trenitalia,badi-bene-..Ma IL TEMPO E' DENARO non è tra i miei provebi preferiti...
E' una questione di principio
SDP -  Certo....Non le hanno rimborsato tutti i ritardi?
GS - No Signorina...e tutte le volte che non ho avuto il romborso, Trenitalia genitlissimamente si è prodigata a farmi sapere che la causa del ritardo era stata di ordine atmosferico
SDP - Ah....quindi ...colpa della natura...colpa di nessuno...
GS - Certo Signorina, il punto è , mia cara, che tutte le volte che Trenitalia ha tirato in ballo la natura e i problemi di ordine atmosferico...le giuro...che erano giornate meravigliose...calde, senza vento, senza pioggia
SDP...Ah...bhe...evidentemente le temperature troppo elevato avranno  causato una dilatazione dei binari... è giusto...ha senso...!!!
GS -  Vedo che mi ha capito, buon viaggio....la lascio qui ad aspettare e a domandare, io mi ritiro.
SDP - A rivederci, grazie e buon viaggio...
GS - A rivederci.

Aspettiamo

Arrivano due uomini vestiti di verde e di blu e con un cappello.

UVB -  Che succede?
SDP -  Scusi ma come mai questo ritardo?
UVB - Problemi tecnici
SDP - Cioè...
UVB - Problemi tecnici tra Termini Imerese e Messina
SDP - D' accordo, ma perchè 50 minuti per le operazioni di sbarco..???
UVB -  Signorina, vada a dormire, è tardi...stiamo per accendere l'aria condizionata
SDP -  Cortesemente, le ho domandato...perchè 50 minuti per far uscire sto treno da sto traghetto...???
UVB - Vada a dormire, le ho detto...tanto recuperiamo..domattina alle 8 puntuali a Roma Termini...il resto
non ci interessa
SDP - come non ci  interessa...a lei forse no...a me si...tra l'altro  ho una coincidenza alle 8.10...così perdo il treno
UVB -  Ah Signorina, ma che mi combina??? Colpa sua...mai prendere queste coincidenze rischiose!
SDP - Bhe...diciamo che era il modo piu veloce e perfino meno caro di raggiungere la mia estinazione...ma allora il ritardo, scusi?
UVB - motivi tecnici le ho detto.di più nin zo...come diceva quel comico (risatina!)...Lo chieda al capotreno, noi non possiamo dirle altro. Facciamo il nostro  lavoro...e mi creda signorina siamo piuttosto stanchi...voglia di dormire, anche per noi...Buonanotte... e la prossima volta stia piu tranquilla
SDP - D' accordo, vedremo...la prossima volta.  Grazie mille per gentilezza, eh! Buonanotte!


SDP è acccanita fumatrice.
 Risaputamente, da qualche annetto,su Trenitalia è vietato  fumare...in due o tre lingue...!FORBIDDEN. INTERDIT, DO NOT...

Ma SDP non è poi così al verde: pensa che una multa di 7 eurini vale bene una sigaretta.
Nello spazio - poco confortevole- tra le carrozze  SDP accende sigaretta...e come per magia...arriva un uomo vestito in bianco e nero.

UBN - Signorina lo sa, non si dovrebbe fumare
SDP - Mi scusi ha ragione (spegne la sigaretta). Mi faccia pure la multa....
UBN - Su, lasci perdere...e non fumi più...

UBN va via

In meno di 10 minuti SDP vede sopraggiungere i due signori vestiti di verde e di blu e con il cappello.

UVB - Ancora lei! Basta! Su questo treno è vietato fumare
SDP - Si, lo so, ho letto. Mi assumo le mie responsabilita...io trasgedisco la legge...e pago la multa
UVD - Mi faccia il piacere...signorina... Non fumi e basta
SDP - No, le sto dicendo, non fumerò anche ...ma credo che mi ci voglia una multicina! Cristus Sanctus, una tantum che una ha voglia di regalare a vattelapescha chi 7 eurini...
UVB - Senta, non fumi piu e la chiudiamo qui.Su questo treno è vietato fumare. Ha capito?
SDP - Si ho capito. Ma lei mi faccia la multa.
UVB - Io la multa non gliela posso fare
SDP - Bene, chiami qualcuno che puo fare una multa, allora
UVD -  Ripeto per l ultima volta...vada a dormire...sarà stanca...
SDP -  Non sono affatto stanca, ho dormito già due ore, esattamente da Tusa fino a Villa S. Giovanni...e mi sono svegliata nella pancia di un traghetto...per di più la mia vescica reclamerebbe ancora una Toilette...buonanotte

PAUSA

SDP torna in corridoio e si siede sotto il finestrino. Scrive...
In meno di 15 minuti un altro signore travestito di blu (la divisa dei policeman, questa volta) attraversa velocissimamente il corridoio e si ferma nello scompartimento del cuccettista.
Parlano.
L'uomo travestito da Policeman torna in dietro e si ferma davanti a me

UTP - Lei chi è?
SDP - La ragazza che stava fumando
UTP - Bene, nome e cognome
SDP - Marianna Leta
UTP - Cuccetta
SDP - 86 lato finestrino carrozza 6
UTP - Bene.Documento
SDP - Ecco
UTP - Bene...
SDP - ...allora...questa multa....
SDP - signorina, buon viaggio...arrivederci...e vada a  letto...


FINE DELLA STORIA
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martedì, 22 gennaio 2008
Premessa io sogno ignorante.
E' la prima volta che leggo un testo di Benni e per coincidenza arriva insieme al battello.
Per coincidenza chiaramente io fo la parte di lei, lui-che se ne sta andando per la sua strada fa la parte di lui-. Per coincidenza anche noi tutte le mattine sullo stesso ponte ci incontriamo da anni,notiamo che mangiamo la stessa frittata di cipolle...(lui, sì è ignorante e non legge come me!) e proseguiamo dritti.
Per coincidenza una mattina (sta mattina per coincidenza!)anche noi ci parliamo e ci scopriamo...che sono 2000 anni che mangiamo la stessa frittata e che ce ne accorgiamo e non diciamo nulla.
Lungo Bacio Appassionato.E-peur etre..je ne sais pas...-Battello Cagacazzi.
E ho idea che anche noi per via della grandezza del batello, della sua ..bho non so come si dice -cmq il concetto elementare è quello della poesia, quella dell'oltre la siepe che non si pi vedere...- per   ci saluteremo e ci gireremo di spalle(che coincidenza..oggi il riposino pomeridiamo lo si è fatti materialmente voltati di spalle)!
E ognuno per la sua strada.
Fine del racconto
Inizio del problema
1)Io e i miei livelli rompicojoni di interpretazione della realtà...sono reali...
2)Le coincidenze che da una vita mi fanno credere di essere insana di mente o alternativamente una specie di dio...sono solo coincidenze?
3) Il lui del mio racconto-che mo dorme di spalle!-esiste...?o sono i miei livelli soggettivi di interpretazione della realtà che cagano il cazzo un altra volta...?
4)Sono io che invento il mondo?..insomma io sono una insana di mente o sono dio..?
Conclusione
Paura del Battello e delle Coicidenze.
Conclusione definitiva
PAURA
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martedì, 22 gennaio 2008

le 19/01/08

p'tit snak
d'un topoly amoreux
heure chinoise
ou l'ombre se marie
d'un écran trottoir
eugénie napoleoniene
tsarine d'une bèrèzina
réveuse d'une banana split
à st...andrée des arts

                      (Hugo de la Véga de Madonna)
postato da: randageena alle ore 02:45 | Permalink | commenti
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venerdì, 18 gennaio 2008
Il 2008 mi rese donna
nel mometo stesso in cui per la priva volta...pensai "an vedi un po'..." mi resi conto che io sono femmena. Potenzialmente innamorabile, potenzialmente appassionabile, gelosa!
I miei capelli tinti di castano naturali raccontano 10 anni di deficienze mentali e quando rutto ne vado fiera.
Fieramente rutto, fieramente scurreggio in pubblico, fieramente mi calo il bicchierino sola in camera e con i piedi sulla scrivania.Puzzanti di fromage.
Ma sono femmena cazzo. Ditemi mo se una femmina non rutta non scureggia e non caca. Ditemi se una femmena si lava ogni 3 ora e non puzza mai. Ditemi se una femmena non suda. E ditemi se una femmena non ha peli... La femmena, porca troia, è un uomo. Senso "antroposogico" del termine. Tutti sti antropini rosa e bipedi puzzano , ruttano, pisciano cacano tutti insieme. E c'hanno  i peli.
Mo, io non capisco perchè la femmena antropina è costretta a far finta che non sia vero...che non sia antropina...che non abbia peli, non cachi, non pisci e non scurreggi... Non capisco perchè la femmena antropina sia costretta a non essere naturale. Porca troia, conoscete voi, qualcosa di più naturale di una donna...??? La donna, porca troia, è lei stessa natura. E' lei stessa vita, è lei stessa trasformazione, evoluzione, rinascita. E dovrebbe negarsi forse il diritto alla "naturalità" perchè troppo naturale di per sè...solo in quanto...femmena...???
Come se frittata di cipolle, per non farsi riconoscere tale, si mettesse addosso sette sottilette Kraft..!
E che schifo!!!! Sei frittata di cipolle? Frittata di cipolle resta! Chi ti pija ti pija...chi non ti vuole...andasse pure da Franprix- mes courses preferites- e facesse scorte di sottilette Kraft....
solo questo
-piccolo sfogo contro da antropina naturale! e da frittata di cipolle...
bon appettit, madames et monsieurs
postato da: randageena alle ore 22:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:donna
lunedì, 14 gennaio 2008
pensierino dell 17:37

preferisco il mio mondo.fintissimo.

a plus!!!

randarrenée fuori di sé
postato da: randageena alle ore 16:38 | Permalink | commenti
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domenica, 16 dicembre 2007

Il mio naso  il mio indice sinistro
E il riflesso di uno specchio artificiale e non mio.
Mi toccavo la punta del naso
Mi toccavo la punta del naso
Con un indice arrossato
Su e giù rapidamente in corsa lungo due centimetri pelle ancora troppo rosa.

Il freddo di Parigi ha lasciato la mia pelle intatta.
Il freddo di Parigi mi ha lasciata intatta.
Per quanto tempo ancora… per troppo tempo ancora dovrò assecondare
Una quiescenza paralizzante e prepotente
E che non mi appartiene

Parigi è una città barocca..
Sai che ti dico?
Che stavolta hai perso davvero la r.
Non la scrivi più
Hai perso la r! Almeno per un’ora.

(Il mio computer-fatalmente- ha perso la D.
E fatico a scrivere D-onna.
Che sono una donna, voglio dire.)

C’è un senso di contrarietà che mi porta a voler  dimostrare sempre l’opposto di ciò che per natura potrebbe essere  vero.
E poi c’è un intuizione irrazionale che a sera tardi, stanca e disillusa, mi fa guardare nello specchio opaco di parole un po’ barocche e  un po’ desuete. Parole che non avrei mai letto e non avrei capito.
Con una fin troppo falsa presunzione…parole che avrei detto “roba da Marco e da Crostata di Prugne promessa-forse- e mai pubblicata.” Non fu Sellerio, né tanto meno potè mai esser Castelvecchio…oh Marco!
E so che non c’è niente che parli di me…ma so che la mia storia è tanto comune e tanto banale da poter essere una storia qualunque.
Oggi ho la velleità teen-ageriale di averla trovata qua. Rosso su nero, un po’ volgare - e ci sta bene, a te non interessa la fotografia.-
Cosa potrai mai comprare a Porte de Clichy?

Lo sforzo del mio blaterare stronzate a raffica è stato concentrato negli ultimi due mesi
alla lotta-contro-autoreferenzialità.
Forse è la più grossa idiozia, questa lotta.
Tornerò a me. Che so già poco dove sia.  Voler passare oltre è prematuro
Et, peut etre , pericoloso.

postato da: randageena alle ore 00:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:parigi, idiozie, freddo
domenica, 11 novembre 2007
Ho pensato che Parigi era bella. E la Senna più bella del Tevere.

Avrei voluto cercare  un parcheggio, ma qui non ci sono né parcometri né  strisce blu; ci sono i bouquiniste-que damage!-...e dunque ho rinunciato- "arrete! il y a des livres!" - e ho continuato a respirare contro il finestrino per veder correre le pietre tutte bianche de la Seine.
Cercavo Roma
e  Parigi  rispondeva ancora a bassa voce e da lontano.
Non ho trovato parcheggio. Più che altro, non guidavo io. Per quanto possa essere abile camionista d' autostrade centro-italiane, era un mezzo troppo pesante da condurre. E Parigi troppo leggera, per la prima sera.

Casa e il mito dei primi anni di Alc&Saff: OtaBaS! Ma Alc è andata via e Saff chissa dov’è. Persa probabilmente nell’inchiostro posticcio di video schermate impolverate e sporche di impronte tonde. A cercare di capire on va chercher l’amour. Tutto. O in via d’estinzione o definitivamente estinta. Avrà capito che tra i due mali, si era fatta scegliere  dal peggiore.(Saff -fatalità- non sceglie).

Cinque minuti prima di voler sparire: la finestra è aperta, la candela quasi rossa profuma di mela e di cannella, più giù- non più di 5 metri- c'è il terrazzino, le cicche delle feste di Tomà, una sedia e un pallone sgonfiato. Passo. E chiudo anche la finestra.

Lettere aperte, lettere discontinue, scarabocchi e profili liceali.
Nell' (dis)ordine:  ho pensato - fiorellino senza foglie – sociofobia – PGR- busto senza testa- senso d’inutilità - ciro- cirò - psiche-- tazzina di caffè - Louvre - ultimi 5 minuti- Koltès- ho pensato- Amore- profilo liceale- figura di merda-  I. N. C. L. F.- bobo- temple bar- psico - Parigi è bella.  Blanche!  

Ho pensato che il Ciro ha quasi diciotto anni, piccola mia! Non avendo trovato parcheggio per via dei bouquiniste e del mezzo troppo pesante e di Parigi troppo leggera, stanca perfino di arrendermi, combattiva, ho sfidato il mio divieto più esigente –INGOMBRANTE- e ho aperto a pag 36.
 

Ultimo pensiero: Ciro, ti voglio davvero tanto bene! Ma non copiarmi quegli inviti che hanno portato sfiga!

postato da: randageena alle ore 00:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:roma, parigi
giovedì, 08 novembre 2007

Turbamenti.

Si  è svegliato questa notte e mi ha svegliato.

Ritornano?

Dentro il cuscino mi solletica la nuca e miei i capelli è il tuo fantasma che li muove. Ricalchi le vie di Paname, morta, - e mai nata in me- su una traccia biologicamente antica. Ora, nuovo rosso  attraversa veloce le mie planimetrie. Vivono le mie strade asimmetriche di emozioni-suggestioni?- sepolte sotto piramidi di caramelle gialle.

Clandestina. Tremano le mie dita, mi scoppiano le vene viola e blu di adrenalina. Tremano. Anche gli occhi vibrano di lacrimucce sciocche e sporco di mascara  ancora quel cuscino.

Ma si è svegliato, finalmente, e mi ha svegliato e mi ha interrotto il sonno e il sogno. Non importa. Non chiedo che sensazioni. D’impressionarmi. Come sui tram di Roma. Via Induno e Piazza Gioacchino Belli e le cantine  occupate dalle tavole di scena e le poltrone rosse. Non voglio asciugare con la mia lingua il tuo sudore intellettuale e non voglio bere dal tuo bicchiere vernici opacizzate dagli incensi. Giocasta nuda e grassa! -Bic! Scatto della penna. Bic! E occhio alla gatta -bic!- sul tetto che scotta. E come a Temple Bar (quando ti voglio avere e sei lontano).

Ma questa pelle fredda e ruvida che non riesce più a star ferma e il sangue in corsa, in corsa,  pulsazioni e tremiti e non è febbre …ça suffit. Basta a svegliarmi ancora. Non chiedo che di rimanere sveglia. Anche o solo nel sonno. Non chiedo che di impregnarmi  ancora di me (di te -chiunque tu sia- m’importa solo che suoni le mie corde; meglio che le suoni da lontano; non starmi vicino, il contatto mi disturba ancora.)

Non ho rubato che pane; rubare le parole è un’altra cosa. La colpa dei balconi dei paesi e la linguaccia furba dei bambini. E, surtout, la mia voglia di non dormire più.

Iperbolica? E che importa?Preferisco ogni sproposito all’assenza.

 

…agg’ durmut’ malament’!

postato da: randageena alle ore 20:38 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 08 novembre 2007

Banalmente: chi sei?

- e non dirmi che non lo sai, perché lo sai bene, eccome! Ed è ben chiaro-

Ma come faccio io a capire?

Io non capisco 

Tu non capisci

Lei non capisce

Lui capisce ancora meno

Perché io vedo i miei capelli vuoti e  demodè

Tu vedi - quoi?-

Je ne sais pas

Lei vede le faccette buffe e colorate e i libri e le poesie

Lui vede se stesso che vuol fare  diversamente

- ma che non chiede e non risponde-.

Io vedo tutto insieme e non capisco.

Solo questo.

Rien a dire et rien a penser.

      PS:ciò mi irrita. Aspettare che le corde siano toccate e poi  vibrare.
      Ritmi dissonanti.

postato da: randageena alle ore 00:26 | Permalink | commenti
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